Sempre stanco e senza energie: cosa fare, nell'ordine giusto
«Sono sempre stanco» è una delle frasi che sento più spesso al banco. Quasi sempre chi la pronuncia si aspetta che io indichi un prodotto. Quasi sempre la risposta utile arriva prima, e non costa niente.
Primo: la stanchezza non è una diagnosi
È un sintomo. E i sintomi si trattano risalendo alla causa, non coprendoli. La stessa identica sensazione — svegliarsi già stanchi, crollare nel pomeriggio, non avere voglia di niente — può nascere da un sonno insufficiente, da un ferro basso, da un periodo di stress prolungato, dal caldo, da un farmaco, da una tiroide che lavora poco o semplicemente da troppe cose da fare.
Ognuna di queste cause ha una risposta diversa. Nessuna ha come risposta «un integratore, uno qualsiasi».
L’ordine che consiglio
Quando qualcuno mi chiede da dove cominciare, propongo sempre la stessa sequenza. Non è originale: è solo l’ordine in cui le cause sono, statisticamente, più frequenti e più facili da verificare.
1. Da quanto dura. Una stanchezza di una settimana dopo un periodo pesante è fisiologica. Una stanchezza che va avanti da oltre un mese senza una causa evidente, o che peggiora, merita una visita medica prima di qualunque acquisto. È il singolo filtro più importante di tutta questa lista.
2. Il sonno, misurato davvero. Non quante ore stai a letto: quante ne dormi. Per una settimana annota l’ora in cui ti addormenti e quella in cui ti svegli. Se il totale sta sotto le sei ore, hai già trovato la causa e nessun tonico la compenserà. Se russi forte, se ti svegli con la bocca asciutta, se ti viene sonno alla guida, parlane con il medico: sono segnali che vanno indagati.
3. Le analisi. Emocromo, ferritina, vitamina B12, funzione tiroidea, glicemia. Sono esami banali e poco costosi, e coprono una fetta enorme delle cause di stanchezza persistente. Il ferro in particolare non va mai integrato «per sicurezza»: in eccesso è dannoso, e la carenza va documentata prima di essere corretta.
4. La caffeina, e a che ora. È il circolo vizioso più comune che vedo: si è stanchi, si beve più caffè, si dorme peggio, il giorno dopo si è più stanchi. La caffeina ha un’emivita di circa cinque ore: un caffè alle 17 ne ha ancora metà in circolo alle 22. Sposta l’ultima fonte di caffeina prima delle 14 e dai a questa modifica dieci giorni prima di giudicarla.
5. I pasti. Un pranzo di soli carboidrati raffinati produce il crollo delle tre del pomeriggio con la puntualità di un orologio. Aggiungere una fonte di proteine a colazione e a pranzo è la modifica con il miglior rapporto fatica/risultato che conosca.
6. Corpo o testa. La stanchezza fisica migliora con il riposo. Quella mentale — da carico cognitivo continuo, preoccupazioni, mancanza di stacco — spesso peggiora con il riposo passivo e migliora con il movimento e il contatto con altre persone. Distinguerle cambia completamente cosa fare la sera.
Solo dopo queste sei verifiche ha senso ragionare su un supporto. E anche in quel caso, la domanda non è «quale integratore» ma «per quale causa specifica».
Quando un supporto ha effettivamente senso
C’è un caso in cui il ragionamento è lineare: quando si stanno perdendo più sali di quanti se ne reintegrino. Caldo, sudorazione intensa, attività fisica, febbre, disturbi intestinali. In quel contesto il magnesio contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e al normale metabolismo energetico, e il potassio contribuisce alla normale funzione muscolare e al normale funzionamento del sistema nervoso.
Un secondo caso è quello dei periodi di affaticamento fisico e mentale in cui si cerca un sostegno tonico: le piante adattogene come ginseng, eleuterococco, guaranà e maca hanno una tradizione d’uso in questo senso. Ma contengono caffeina naturale, e valgono per loro le stesse regole di orario che valgono per il caffè.
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Quando rivolgersi subito al medico
Stanchezza che dura da oltre un mese senza causa evidente; perdita di peso non voluta; febbre persistente; fiato corto; dolore o gonfiore a una gamba; comparsa improvvisa senza motivo. In tutti questi casi la valutazione medica viene prima di qualsiasi altra cosa.
I prodotti tonici a base di ginseng, guaranà, eleuterococco o kola contengono caffeina naturale e alcol: non sono indicati in gravidanza, durante l’allattamento e sotto i 18 anni, non vanno presi a stomaco vuoto né alla sera, e richiedono cautela in caso di terapia con anticoagulanti o antiaggreganti. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare le dosi giornaliere riportate in etichetta.
— Dott.ssa Laura Serra
Farmacista · Responsabile Scientifico ProEssenza Bio



