Ginseng o eleuterococco? Differenze, quando si usano e come si combinano con il magnesio
Ginseng, eleuterococco, guaranà e maca finiscono spesso nella stessa frase, come se fossero intercambiabili. Non lo sono. Hanno origini diverse, si usano in momenti diversi della giornata e hanno avvertenze diverse. Questa guida mette ordine, con il linguaggio che useremmo al banco di una farmacia: nessuna promessa, solo differenze concrete.
Prima cosa da chiarire: cosa può e non può dire un integratore
In Italia e in Unione Europea un integratore alimentare non è un farmaco e non può vantare proprietà di cura, prevenzione o guarigione di malattie. Le uniche indicazioni sulla salute utilizzabili sono quelle autorizzate dal Regolamento (UE) 432/2012 per vitamine e minerali; per le piante officinali il quadro è ancora transitorio. Per questo, quando parliamo di stanchezza, il riferimento più solido resta il magnesio, per il quale è autorizzata l'indicazione: «il magnesio contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento». Tutto il resto va descritto per quello che è: tradizione d'uso e composizione.
Ginseng (Panax ginseng)
Radice originaria dell'Asia orientale, usata da secoli nella tradizione cinese e coreana. Il suo profilo è caratterizzato dai ginsenosidi: quando confrontate due prodotti a base di ginseng, la differenza vera non è il numero di milligrammi in etichetta, ma la titolazione dell'estratto, cioè la percentuale di ginsenosidi dichiarata. 500 mg di polvere di radice e 200 mg di estratto titolato non sono la stessa cosa.
Quando si usa: tradizionalmente al mattino o nella prima parte della giornata.
Attenzione a: gravidanza e allattamento, età pediatrica, ipertensione non controllata, terapie anticoagulanti. In caso di terapie farmacologiche in corso, sentire il medico.
Eleuterococco (Eleutherococcus senticosus)
Chiamato impropriamente «ginseng siberiano», ma botanicamente non è un ginseng: appartiene a un genere diverso e contiene eleuterosidi, non ginsenosidi. È l'errore più comune che sentiamo in consulenza.
Differenza pratica dal ginseng: il profilo è generalmente percepito come più graduale e meno «spinto». Per questo nelle formulazioni tradizionali i due vengono spesso associati anziché alternati.
Attenzione a: ipertensione, gravidanza e allattamento, età pediatrica.
Guaranà (Paullinia cupana)
Qui cambia completamente la categoria: il guaranà contiene caffeina naturale, in concentrazione nei semi superiore a quella dei chicchi di caffè. Non è un adattogeno in senso stretto: è una fonte di caffeina.
Conseguenza operativa: un prodotto che contiene guaranà va assunto nella prima metà della giornata, e va sommato alle altre fonti di caffeina che già assumete (caffè, tè, cola, cioccolato fondente).
Attenzione a: chi è sensibile alla caffeina, chi soffre di insonnia, gravidanza e allattamento, età pediatrica, disturbi cardiaci o ansia.
Maca (Lepidium meyenii)
Tubero andino, usato tradizionalmente come alimento prima ancora che come integratore. La forma gelatinizzata ha subito un trattamento termico che rimuove l'amido crudo e la rende più digeribile: se avete lo stomaco sensibile, è la differenza che conta in etichetta.
Attenzione a: gravidanza e allattamento, patologie tiroidee (contiene glucosinolati), terapie ormonali in corso.
E il magnesio con il potassio, dove si collocano?
Su un piano diverso. Ginseng, eleuterococco, guaranà e maca sono piante officinali; magnesio e potassio sono minerali, cioè nutrienti che l'organismo utilizza normalmente e la cui carenza può dipendere da alimentazione, sudorazione intensa o caldo.
Le indicazioni autorizzate dall'Unione Europea sono precise:
- Il magnesio contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento
- Il magnesio contribuisce al normale metabolismo energetico
- Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare e al normale funzionamento del sistema nervoso
- Il potassio contribuisce alla normale funzione muscolare e al normale funzionamento del sistema nervoso
Nota utile: il potassio non ha un'indicazione autorizzata sulla stanchezza. Se leggete un'etichetta che attribuisce al potassio la riduzione dell'affaticamento, quella dicitura non è conforme.
Si possono prendere insieme piante e magnesio?
È la domanda che riceviamo più spesso. Sono due categorie diverse che agiscono su piani diversi, e nella pratica erboristica vengono comunemente abbinate. L'accortezza pratica è sulla distribuzione nella giornata: le formulazioni con guaranà o ginseng al mattino, il magnesio distribuito o nella seconda parte della giornata, perché molte persone lo tollerano meglio così. Se assumete farmaci, chiedete sempre al medico o al farmacista: le interazioni si valutano sulla singola persona, non su un articolo.
Come scegliere, in tre domande
- L'estratto è titolato? Se in etichetta trovate solo «estratto secco di ginseng 300 mg» senza percentuale di ginsenosidi, state comprando un dato incompleto.
- Quanta caffeina c'è in totale? Sommate guaranà, tè verde ed eventuale caffeina aggiunta, e confrontatela con quello che già bevete.
- Per quanto tempo lo userete? Le piante officinali si usano tradizionalmente per cicli definiti, non in continuo per mesi senza pause.
Se volete un parere sul vostro caso
La stanchezza persistente ha cause molto diverse fra loro, alcune delle quali richiedono accertamenti medici: un integratore non le sostituisce e non le risolve. Se la stanchezza dura da settimane, è comparsa all'improvviso o si accompagna ad altri sintomi, il primo passo è il vostro medico.
Per le domande su composizione, dosaggi, momento della giornata e compatibilità fra prodotti, potete scrivere alla nostra farmacista: la consulenza è gratuita e non impegna all'acquisto.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.



